Il tredicesimo battito

Ho scritto una storia,la mia. Ti chiedo scusa anticipatamente se certi passaggi logici ti appariranno confusi,sconnessi,poco chiari;sappi però che è stato voluto. Ho scritto senza riflettere molto,poiché nel caso in cui mi fossi fermata a ragionare eccessivamente,non avrei ottenuto il risultato desiderato. In questa storia sono stati omessi consapevolmente molti eventi,situazioni,dinamiche. Credo fermamente che determinati dettagli debbano essere custoditi,e conosciuti solo da me e in alcuni casi da chi mi è stato accanto. Ho voluto raccontarti la mia storia,ma allo stesso tempo preservarla,proteggerla; bisogna avere sempre rispetto di ciò che si è vissuto. Questo racconto non vuole essere altro che un viaggio all’interno delle mie emozioni,di una piccola parte del mio mondo,della mia vita,nulla di più. Ci ho messo l’anima in ogni singola parola che ho scritto. Buon viaggio !

AGOSTO 2017

Si è presentato in un pomeriggio afoso d’agosto,improvvisamente,senza un reale motivo. Lo ammetto,quando si è manifestato,non sono stata colta da grandi preoccupazioni,in quanto ero convinta si trattasse solo di un periodo di confusione,di sconforto destinato presto a concludersi. Non credevo invece che potesse rappresentare un avvertimento a cio’ che successivamente mi sarebbe accaduto. Non immaginavo assolutamente che mi avrebbe sconvolto totalmente la vita.

Da dove cominciare ? Sinceramente non lo so nemmeno io. Ogni evento si è svolto ed é mutato gradualmente senza che io ne fossi totalmente cosciente. Sono caduta nel modo peggiore in cui una persona possa mai cadere. Ho toccato il fondo e non ho trovato la forza per rialzarmi. Sono stata trascinata in un oblio oscuro,profondo. Pensavo di aver conosciuto sufficientemente bene il dolore fino a quando però non ho incontrato lui. Nulla è paragonabile,straziante quanto questo. È un dolore inspiegabile,subdolo. Si insinua nei tuoi pensieri,nelle tue abitudini e infine ti lacera l’anima,ti divora. Si porta via tutto,compresa te stessa e tu,inerme,indifesa,impotente lasci che agisca,che ti trapassi.

Sai quali sono state le prime domande che mi sono state poste quando ho espresso ciò che stavo attraversando ? <<Perché è successo? È accaduto qualcosa di particolare ? Cosa ti manca ? Tu in fondo hai tutto>> Io allora ogni volta rispondevo che ciò che si vede,e si pensa di sapere,non corrisponde quasi mai all’effettiva realtà e soprattutto verità. Esistono motivazioni,malesseri,ferite ben più viscerali e complesse di quelle che si possono anche solo minimamente immaginare. Vi sono dei dolori passati e presenti impossibili da comprendere anche alla persona stessa che li sta vivendo. Quindi no,non sono in grado di replicare in modo esauriente a tali domande,però in compenso conosco la risposta a tutti gli altri interrogativi.

So cosa significa rimanere sveglie fino a notte inoltrata,perche’ i demoni interni non ti lasciano tregua,e so cosa vuol dire alzarsi la mattina con le lacrime che bagnano il viso. Non hai idea di quante volte sia arrivata in ritardo all’università a causa della mia incapacita’ di muovermi,di reagire. Non sono mai stata brava a raccontare bugie,ma con il tempo ho imparato ad esserlo e non sai quanto mi sia costato. Per tutte quelle volte in cui ho dovuto trovare scuse plausibili che giustificassero i miei dinieghi,il mio nervosismo,gli occhi lucidi,la mia stanchezza e le corse improvvise fuori dall’aula per poi ritornare e sedermi al mio posto come se nulla fosse successo. È stato difficile,pesante,e a tratti ingestibile.

Conosco molto bene il senso di perdizione e l’ansia che ti assale quando sei circondata da troppe persone. Ti senti soffocare,vorresti scappare,salutare tutti e dire :”ragazzi scusate,grazie per la compagnia,ma devo proprio andare”. Ciò però non è possibile,stasera sei con i tuoi amici e non puoi rovinare tutto,solo perché tu stai nuovamente male.Quindi cosa fai? Provi a non riflettere,sorridi e cerchi di interiorizzare ripetendoti “ora passerà”. E invece non si placa,perché nel momento in cui arrivi a casa,il tuo subconscio si scatena,e i tuoi pensieri iniziano a materializzarsi. Vorresti addormentarti,non pensare,almeno per questa notte,ma non ti è concesso; e allora inizi a scrivere,perché è l’unica cosa che insieme alla lettura ti fa sentire meglio,ti tranquillizza. La luci della notte si allontanano per lasciare spazio a quelle del giorno,che tu però non riesci a vedere, un po’ come il tuo riflesso.

Sai,ho incominciato a riprodurre l’immagine di me stessa nella mia testa,poiché non ero più in grado di osservare quella figura:mero prodotto di un’opera difettosa,imperfetta che necessitava di essere eliminata,cancellata il più in fretta possibile. Uno sbaglio,un errore,niente altro. Ho trascorso intere giornate a piangere,urlare con tutte le mie forze. Ho odiato profondamente ciò che ero costretta ad osservare ogni maledetta mattina,mi vergognavo per ciò che ero,non riuscivo a trovare pace. E così ad un tratto sono cambiata. Io che non ho mai mai avuto il controllo su nulla,ho iniziato a controllare ogni minimo aspetto della mia vita anche il più banale. È assurdo vero ? Non ci credi,eppure è successo. Ho imparato a trattenermi,e ho acquisito una forza di volontà che non pensavo nemmeno di possedere. Sono diventata una macchina impostata,schematizzata,perfetta,pronta a eseguire ciò che era già stato prefissato.Almeno in questo sono diventata brava.

Non so rispondere alle domande che mi vengono poste,però conosco la risposta a tutti gli altri interrogativi. So cosa vuol dire allontanare chi ti vuole bene,e chi tenta di aiutarti,solo perché vuoi proteggerli dal male che ti sovrasta. Vuoi che nessuno di loro soffra a causa tua,perché non è ciò a cui aneli e quindi li eviti. Ignori i consigli,e tutto cio’ che ti viene proposto per cercare di starti accanto. Tutti sono convinti che a te non interessi delle preoccupazioni che sei in grado di dare, ma non sanno che ti distruggi ogni volta che leggi nei loro occhi il senso di impotenza che provano nel vederti soffrire.

Ho conosciuto la paura,il terrore e non hai idea di cosa significhi tremare per ogni più piccolo ed impercettibile gesto. Non vuoi che nessuno veda,che nessuno sappia. Hai paura di come le persone possano reagire,comportarsi. Ogni movimento,avvicinamento ti provoca un brivido che si tramuta subito in ansia,fastidio,dolore ma che viene sempre confuso con l’incapacità di non provare piu’ emozione. La verità però è che sento tutto,forse troppo.

Spesso mi sento ripetere che dovrei voltare pagina e lasciarmi tutto alle spalle,ed è proprio in tali circostanze che vorrei dire che non è così semplice. L’oblio mi trascina,sempre piu’ a fondo. Sono divisa in due. A volte desidererei davvero poter ricominciare,ma poi mi ricordo che la mia battaglia non è ancora conclusa, che non ho terminato la mia pena. E poi c’e’ un altro problema: se io mi separassi da lei,cosa resterebbe di me? Niente,solo cenere. Io esisto solo grazie a lei,senza non sono nulla. È un pezzo integrante della mia persona,fa parte di me,e io di lei. Se svanisse,io non saprei più come proseguire. La verità è che ho paura di lasciarla andare.

Vorrei raccontarti e spiegarti tutto il resto,ma sarebbe troppo,e poi tu non capiresti. Te ne andresti,come tutti. Vorrei raccontarti l’altra metà della mia vita,ma le parole mi si bloccano in gola e la mia mano non mi consente di continuare a scrivere. Mi devo fermare. Vorrei raccontarti interamente la mia storia,ma non posso.Un giorno forse ci incontreremo,ci daremo appuntamento in un bar e davanti a una tazza di caffè caldo e una brioche ripiena appena sfornata,ti spiegherò cosa ho vissuto.Ti permettero’ di leggere la mia anima,il mio dolore,di entrare nel mio mondo e ti raccontero’ di come avrò trovato la forza per lasciarla andare per poter ricominciare finalmente a vivere.

Te lo raccontero’,ma non oggi. Adesso lascio che siano queste poche righe a dare libera voce a quello che mi porto dentro. Immaginero’ che tu le stia leggendo con una tazza di caffè caldo in mano…la brioche per il momento può aspettare.

Letizia

Le parole che non ti ho detto

È stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo.

Ricordo l’imbarazzo iniziale, lo stupore finale e i discorsi al chiaro di luna: flussi incontrollati di pensieri in continuo divenire

Ricordo la sua immensa passione per i film e il mio amore sconfinato per i libri.

Ricordo la sua curiosità per il mondo e la mia attenzione nell’ascoltarlo

Ricordo l’interesse reciproco nello scoprirci e nel raccontarci

É stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo.

Ricordo le mani intrecciate,le carezze delicate e i baci passionali

Ricordo i suoi occhi che mi fissavano come se fossi la cosa più bella che avessero mai osservato e la mia gioia nel sentirmi per un attimo al posto giusto,nel momento giusto: semplicemente viva

Ricordo la sua evidente dolcezza e la mia volontà di dimostrargli affetto attraverso piccoli gesti.

É stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo

Ricordo le nostre similitudini e differenze caratteriali:punto di forza ma anche fonte di scontro

Ricordo la sua instabilità emotiva e la mia percezione di non essere abbastanza

Ricordo la paura di ferirci ma anche la voglia di concederci una possibilità

Ricordo i suoi abbracci:porto sicuro tra infinite burrasche

É stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo

Ricordo quando ha tentato di accarezzarmi l’anima non consapevole che si sarebbe scontrato con un nemico più forte di lui: il mio dolore.

Ricordo l’ansia nel non essere in grado di controllarlo,

il tremolio nella voce,il pianto strozzato nello spiegare ciò che stavo vivendo,e il terrore nel mostrare quello che mi stava accadendo.

Ricordo le bugie,le frasi interrotte,le verità celate solo per cercar di proteggerlo e di tenerlo lontano dall’oscuro presente

Ricordo la sua vicinanza,e caparbietà nell’aiutarmi e il mio cinico rifiuto nel non voler essere salvata.

È stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo.

Ricordo le prime incomprensioni,le inevitabili distanze e le parole divenute ormai armi.

È stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo

Ricordo l’ira nei suoi confronti

e soprattutto l’odio verso me stessa

Odio per la persona che ero diventata, per il segreto che mi lacerava l’anima e il per il Male che mi sovrastava.

Mi sono odiata e ho condannato la vita per avermi creata

É stato un breve periodo,

ma io me lo ricordo

Ricordo i suoi “non ce la faccio piu'” e i miei “non sei obbligato a starmi accanto. Io non ho bisogno di nessuno”

Ricordo la rassegnazione sul suo volto e la decisione nel lasciarmi andare

E poi…

ricordo il mio vano tentativo di ricominciare e la sua fermezza nel non ritornare

È stato un bel periodo

ma a causa del mio dolore

io l’ho perso.

A te,

alla tua voglia di amare

alla mia paura di vivere

alle parole che non ti ho detto

ma che sono riuscita a scrivere.

L.S

I rumori dell’anima

Città dormiente

lei,anima onnipresente,

si addentra nel buio avvincente

Ogni giorno

grida funeste

colmano il vuoto

di un silenzio persistente.

Ogni giorno

lacrime ardenti

scorrono sul volto

come flussi violenti,

mani sottili

scivolano sugli arbusti

di un prato ostile.

Ogni giorno

un velo

ricopre le linee della vergogna

e un pensiero

nasconde il senso del vero:

oscilla indesiderata

tra una nascita ricercata

e un abbandono ingiustificato.

Ogni giorno

l’odio la avvelena,la incatena

e il dolore la tiene prigioniera.

Numeri soffocanti,opprimenti

la inseguono come gendarmi

Ogni giorno

si sente straniera in un corpo che non le appartiene

Implorante invoca il perdono:

per il patto infranto

per la bugia circostante

per la verità orripilante.

Perdono per le colpe commesse

oppresse dentro loro stesse.

Ogni giorno

il riflesso

privo di ripensamento

la accusa senza ritegno.

In silenzio ascolta l’esito della sua condanna

“Colpevole per una vita errata

Recriminata per una vita segnata”

Follia,pura follia

è forse questo il prezzo della mia agonia ?

L.S

A un passo da te

E come un fiore in primavera incomincia a sbocciare,tu nello stesso modo stai iniziando a camminare. Adesso incomincerai il viaggio più bello che tu possa mai fare: la Vita. Sarà un percorso lungo,spesso difficile e insidioso,ma meraviglioso e tu devi promettermi che cercherai di viverlo fino in fondo,senza riserva alcuna.

Promettimi di non perdere mai quell’ironia che ti contraddistingue,ma di essere in grado di sfruttarla al meglio. Fai in modo che diventi uno strumento per affrontare con leggerezza le avversità che incontrerai.

Promettimi che riderai tutte le volte che ne sentirai il bisogno e che ti stupirai dei dettagli delle piccole cose,come il profumo di caffè appena sveglia,o i raggi del sole che illuminano la tua stanza.

Promettimi che sarai curiosa del mondo,delle persone e di tutto ciò che ti circonda. Promettimi che non ti accontenterai,ma che esigerai sempre di più da te stessa.

Promettimi che piangerai senza vergogna,senza timore;la sofferenza ti aiuterà a crescere e a comprendere chi sei veramente.

Promettimi che preserverai quel senso critico che i nostri genitori ci hanno insegnato ad avere. Non perdere mai la capacità di saper analizzare scrupolosamente la realtà. Promettimi che lotterai per le tue idee,ma che sarai anche disposta ad ascoltare coloro che avranno opinioni differenti dalle tue,in quanto attraverso il dialogo e il confronto maturerai,ti formerai,e imparerai a relazionarti con persone diverse da te.

Promettimi che viaggerai,canterai,ballerai e che troverai tempo per un bagno caldo,per leggere un libro,per sederti sul divano con una tazza di tè in mano ad ascoltare Mozart,il compositore che tanto ammiri. Promettimi che riserverai sempre del tempo per te stessa. Devi prenderti cura di te,perché sei la persona più importante della tua vita.

Promettimi che conserverai i valori che ti sono stati trasmessi e che sarai capace di distinguere la sostanza dall’apparenza.

Promettimi che amerai chi ti starà accanto,che permetterai di essere amata,ma che non rinuncerai mai alla tua libertà,indipendenza,autonomia, perché l’amore prima di essere un sentimento da voler condivere,è soprattutto amor proprio,amore per se stessi. Non dimenticarlo.

Promettimi che sarai in grado di perdonare,perche’ il perdono rende l’anima piu’ serena.Non permettere che l’odio e la rabbia prendano il sopravvento,che offuschino la ragione e che ti trasformino in una persona che non sei. Promettimi che non ti farai divorare dal dolore,come ho fatto io. Lo stesso dolore che a volte mi ha portata ad allontarmi da te,a non essere la sorella che avresti voluto che fossi,e per questo ti chiedo scusa. Scusa per ciò che hai dovuto vedere,sentire, scusa per non averti protetto a sufficienza,scusa per tutto il dolore che ti sto causando. Ti chiedo scusa,perché nella vita bisogna anche imparare a riconoscere i propri errori e un giorno spero che tu possa capire anche questo.

Promettimi che concederai a te stessa la possibilità di cedere,di chiedere aiuto. Ricordati che nessuno è invincibile e che la fragilità non è sinonimo di debolezza.

Promettimi che non smetterai mai di informarti e di studiare,poiché la cultura è ciò che rende davvero libera una persona. Ricordati che nulla è più potente del sapere,della conoscenza.

Promettimi che rimarrai sempre la bambina vivace,intelligente,profonda che sei. Non cambiare mai,non hai bisogno di nulla. Hai tutte le qualità per diventare chi vorrai essere.

Promettimi che saprai vedere il mondo con tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Promettimi che farai delle pazzie,e che prenderai il primo treno senza senza sapere la destinazione. Sii impulsiva,dai sfogo alla tua personalita’ e non pensare al giudizio altrui. Insegui i tuoi sogni,poniti degli obiettivi,raggiungili e superali. Credi sempre in te stessa.

Sii diversa,sii la voce fuori dal coro,scegli per te e non in funzione degli altri,sbaglia quanto vuoi,esprimiti come meglio credi.

Vivi a modo tuo,senza regole,senza imposizioni. Vivi intensamente,profondamente, follemente. Sii libera.

E mentre tu imparerai a spiccare il volo,io da lontano ti osservero’ volare come un libero gabbiano.

Sempre

A UN PASSO DA TE

L.S

34947=0

Perfezione

codarda,bugiarda,beffarda momentaneamente raggiunta

Apparenza

mostrata,dichiarata,assicurata, visibilmente sbagliata

Realtà

incandescente,invadente,opprimente morbosamente presente

Verità

logorante,ammaliante,dissacrante, consciamente esangue

Essenza: la certezza del nulla

… …. ….

Sospira

tra un velo illusorio

e uno sguardo perentorio

34947=0

L.S

Κατάβασις

Luce assente

oscurità presente

inesistente,la vita

incombente,la morte

oscilla

inconsciamente,consapevolmente,

erroneamente,ragionevolmente

tra l’inizio e la fine.

Respiri affaticati,

passi trascinati,

occhi spietati

in bilico fra la redenzione e la dannazione

desiderosa di affiorare

attirata dallo sprofondare.

Cercando la salvezza

incombe l’oscurità ridente

incontenibile,brama la sua anima

insaziabile,divora la sua carne.

Ossa visibili

battiti silenti

segni impercettibili

urla stridenti

In bilico fra il dolore e la disperazione

allontanando la vita

accogliendo la morte.

Demonio di se stessa

si dirige,tra follia e agonia,

all’essenza della sua esistenza:

κατάβασις

L.S

Idrogeno e ossigeno

Ci siamo amati,immensamente

ci siamo amati nel significato piu’ profondo del termine.

Insieme siamo cresciuti

insieme abbiamo scoperto le parti piu’ intime delle nostre anime

insieme abbiamo conosciuto l’amore in tutte le sue innumerevoli sfaccettature.

Abbiamo vissuto un amore folle,puro

Ci siamo amati senza paura,contro tutto e tutti

Ci siamo amati cosi’ tanto da credere

che bastasse l’amore per colmare le mancanze

celare i silenzi,ridurre le differenze.

L’amore pero’ non e’ bastato,perche’ fondamentalmente l’amore non e’ sufficiente

L’amore e’ una flebile fiamma

che necessita di essere alimentata

da sogni,passioni condivisibili

idee,pensieri differenti ma conciliabili

progetti realizzabili

L’amore non rappresenta la totalita’

l’amore non e’ la fine,bensi’ l’inizio

l’amore,lasciato in balia di stesso,non sopravvive

l’amore muore.

Ci siamo amati,immensamente

amando te,ho dimenticato me stessa.

Ho incominciato a limitarmi,contenermi

a non esprimere totalmente chi ero realmente

a reprimere la mia voglia di vivere senza imposizioni

Amando te,ho smesso di prendermi cura di me.

Ci siamo amati,immensamente

ma l’amore non e’ bastato:

l’amore non ti ha impedito di tradirmi,umiliarmi

l’amore non mi ha permesso di dimenticare,perdonarti

l’amore non e’ stato piu’ sufficiente per tenerci legati

E cosi’…

come acqua,ci siamo divisi

inesorabilmente

e perdendo te,ho iniziato ad amare me.

L.S

A un uomo: mio padre

Ciao,sono Letizia,ho quasi vent’anni e oggi ho deciso di scrivere di me,di te,di noi. Oggi raccontero’ la nostra storia.

Ciao papà, sono Letizia, ho un anno e oggi mi hai filmato ininterrottamente con la tua nuova cinepresa. Mentre mi riprendevi, mi continuavi a ripetere “Letizia dì qualcosa di interessante per la Stampa”, ed io,ridendo per quel tuo modo bizzarro che avevi di relazionarti con me, rispondevo con quelle poche parole che conoscevo.

Ciao papà, sono Letizia,ho due anni e oggi mi hai preso in braccio e mi hai fatto fare l’areoplano. Mi sembrava davvero di volare.

Ciao papà, sono Letizia, ho tre anni e oggi mi hai accompagnata alla stazione perchè per tre giorni andrò in gita a Noli con le mie maestre del nido. Mi mancherai,ma stai tranquillo che tornero’ presto!

Ciao papà, sono Letizia, ho quattro anni e oggi ci siamo fatti la barba insieme. Tu spalmavi la schiuma sul mio viso, ed io sul tuo; sembravamo la fotocopia di Babbo Natale: tutti bianchi ma felici.

Ciao papà, sono Letizia, ho cinque anni e oggi abbiamo fatto la lotta nel letto. Ho perso, perchè come al solito tu mi hai bloccato le braccia per riempirmi di baci, e nonostante abbia tentato in ogni modo di ribellarmi, alla fine ho dovuto arrendermi e accettare la sconfitta. La prossima volta però voglio la rinvincita.

Ciao papà, sono Letizia, ho sei anni e oggi ho vinto la mia prima medaglia d’oro di sci. Mentre superavo le bandierine e mi avvicinavo sempre di piu’ al traguardo,sentivo che da lontano mi dicevi”lety, fai uovo, fai uovo ora “;ti ho ascoltato e alla fine sono riuscita a vincere la gara. E’ stata un’emozione incredibile.

Ciao papà, sono Letizia, ho sette anni e oggi abbiamo costruito il castello di sabbia e una pista bellissima per giocare a biglie. Dopo ci siamo tuffati in mare facendoci sovrastare dalle onde. Abbiamo bevuto molta acqua, però quanto ci siamo divertiti?

Ciao papà, sono Letizia, ho otto anni e oggi siamo andati a trovare la mamma in ospedale, perchè finalmente è nata Aurora. Sono emozionata, non vedo l’ora di crescere insieme a lei. Tu però sei strano,quasi nervoso.Perchè non guardi negli occhi la mamma?

Ciao papà, sono Letizia, ho nove anni e oggi ho visto la tua nuova casa : è carina ma mai quanto la nostra. Mi hai detto che per un breve periodo abiterai qui, ed io ti ho creduto, perchè tanto so che fra non molto ritornerai insieme alla mamma. E’ così, vero ?

Ciao papà, sono Letizia, ho dieci anni e oggi ho trovato una spazzola rossa e un paio di ciabatte. Ho capito che quella donna non è una tua amica, come avevi voluto farmi credere, bensì la tua compagna. Mi hai mentito,ed io, ferita, ho voluto vendicarmi colorando le sue ciabatte con tutti i pennarelli che avevo a disposizione. Lei deve stare lontana da te e da noi.

Ciao papà, sono Letizia, ho undici anni e oggi mi hai annunciato che andrai a convivere con lei. Allora davvero hai deciso di abbandonarci ?

Ciao papà,sono Letizia,ho dodici anni e oggi a scuola ho avuto gli attacchi d’ansia. Ho inziato a correre ininterrottamente per i corridoi, poichè non volevo assolutamente trascorrere il weekend in quella casa. Il solo pensiero mi genera angoscia. Non vedo l’ora che sia lunedì.

Ciao papà, sono Letizia, ho tredici anni e oggi penso che avrei voluto avere un’infanzia diversa,normale come quella dei miei coetanei. Ci sono dei giorni in cui mi sembra di impazzire,vorrei evadere,poi però resisto,perchè mi ricordo che accanto ho una persona di cui mi devo prendere cura:mia sorella. Aurora è piccola, non posso lasciarla da sola. Lei ha bisogno di me. Io devo proteggerla.

Ciao papà, sono Letizia, ho quattordici anni e oggi mi hai fatto sentire inadeguata,sbagliata. Tu sei convinto che non ce la farò,che fallirò,e proprio per questo motivo devo dimostrarti con tutte le mie forze che sbagli. Non ho scelta.

Ciao papà, sono Letizia, ho quindici anni e oggi ho provato a esternarti le mie emozioni ma con scarsi risultati. Tu non mi hai nè ascoltata, nè hai tentato di capirmi. Ho cercato in ogni modo ad instaurare un dialogo con te,ma ormai mi sono resa conto che è tutto inutile. L’amore ti ha reso cieco.

Ciao papà, sono Letizia, ho sedici anni e oggi a tavola i miei e i suoi occhi si sono incrociati; è stato un attimo, ma mi è bastato per percepire in quello sguardo tutto l’odio che lei nutre nei miei confronti. Dopo cena sono scappata in camera,mi sono nascosta sotto le coperte e ho iniziato a piangere pregando che questo incubo un giorno possa finire.

Ciao, sono Letizia, ho diciassette anni e oggi ho urlato così tanto a tal punto da non avere più fiato, da sentirmi svuotata, sfinita.Oggi per la prima volta ho conosciuto il dolore, quello vero, quello che ti entra fin dentro le ossa lasciandoti a terra, inerme. Oggi, è morta per sempre una parte di me.

Ciao, sono Letizia, ho diciotto anni e oggi io ho perso e tu hai vinto. Ho fallito. Avevi ragione: non ero all’altezza della situazione,e te ne ho dato la conferma. Tutti i miei progetti, i miei sogni sono crollati e con essi anche le mie certezze. Oggi mi sono persa, non riesco a ritrovarmi; continuo a pormi domande e a non trovare risposte. Non ho più il controllo della mia vita e questo mi spaventa terribilmente. Ho paura. Ho paura di piangere,di soffrire,di lasciarmi andare,di ammettere che quella dannata ferita non si è mai cicatrizzata ma che,contrariamente a quanto volevo far credere, è più aperta che mai. Ho paura di guardarmi dentro, perchè cio’ implicherebbe inevitabilmente affrontare il mio passato,ed io non sono sicura di essere pronta a farlo.

Ciao, sono Letizia, ho diciannove anni e oggi sto provando a capire chi sono realmente. E’ un percorso difficile,dal momento che per la prima volta sto mettendo in discussione le mie scelte,le mie relazioni, ma soprattutto me stessa e la mia vita intera. Sto provando ad accettare l’idea di aver sbagliato ogni cosa a partire dall’armatura che mi sono cucita addosso. In tutti questi anni ho vissuto in una gabbia di vetro che al posto di proteggermi,come io avevo sempre creduto, mi ha distrutta.Sono stata la carnefice di me stessa . Non mi sono mai concessa la possibilità di poter avere un cedimento, di chiedere aiuto,di sbagliare, ma soprattutto di mostarmi fragile.Ho eretto muri che, sebbene sapessi fossero invalicabili, dovevo assolutamente superare,perche’ volevo dimostrarti che ero in grado di farcela anche da sola. Per tutta la vita ho lottato contro me stessa non capendo che in realtà stavo combattendo contro di te. In questi anni non l’ho mai voluto accettare,perche’ cio’ avrebbe significato ammettere che,dopo tutto il dolore che mi avevi procurato,io potessi ancora soffrire per te. Ora pero’ sono consapevole che la maggior parte dei miei problemi,delle mie crisi sono dovuti dalla tua inesorabile assenza che ha generato dentro di me un vuoto insostenibile.

Ciao,sono Letizia, ho quasi vent’anni e un giorno spero di riuscire a perdonarti.

Ciao papa’,sono Letizia,tua figlia, e questa lettera e’ per te:

All’uomo che sei stato,

All’uomo che avrei voluto che fossi,

All’uomo che non sarai mai.

A un uomo: MIO PADRE


	

Sospesi

A noi…

che ci siamo nutriti

di sguardi celati,

sorrisi accennati,

mani intrecciate,

carezze sfiorate.

A noi…

che ci siamo nutriti

di baci rubati,

respiri affannati,

sogni proibiti,

frasi sussurate.

A noi…

che ci siamo nutriti

di ardente passione,

presenze fugaci,

assenze spietate.

Ci siamo saziati di noi

profondamente,

intensamente.

A noi…

che ci siamo voluti

forse non abbastanza,

forse non fino in fondo.

E cosi’,pavidi di amare

continuiamo a nutrirci

tra silenzi inesorabili

e desideri inarrestabili.

A noi,che inesistenti,esistiamo.

L.S