Un nido di rondini
definito casa
sinonimo d’inferno.
Instabile,
barcolla sull’albero
ma resiste al vento
La rondine si distanzia
prova a toccare il cielo
per non pensare
a quel nido divenuto ormai nero .
Richiamata dai doveri
rincasa tra i roveri.
Il nido
pensato come protetto
ma ormai arso da molto tempo.
Nitidi i colori sulle sue piume
forti le ali divenute sicure
Il nido, luogo protetto
si disintegra
con un battito lento
Paglia, cenere
apparentemente nido,
realmente declino
Nido, pensato protetto
ma sentito stretto
sospinge la rondine verso altre sponde
accusandola per le sue ombre profonde.
Fugge da quel nido avverso
non più complice,
si eleva al cielo
Blu, come il mare che la segue,
sfiorata l’acqua con l’ala
pensa a quella libertà mancata.
Una goccia di nero
colora la sua ala
Petrolio: è il suo nemico
Petrolio: è il suo dolore
Petrolio
le occlude il respiro,
le ricopre il viso
Petrolio le rallenta il volo,
le immobilizza il corpo,
la trascina nell’oblio
Petrolio
le strappa l’anima
intossicandole la vita.
Letizia Gallone
